Cartoline da Cannes 2019 | Di film visti per diletto e proiezioni sbagliate

Se esiste un premio per l'inviato più fantozziano del Festival il vostro ha buone chance di vincerlo

Esiste un campionato, una lega o anche solo un premio per l’inviato piu nerd di Cannes 72? Se sei a conoscenza di qualcosa del genere, caro lettore, sei pregato di darmi i dettagli. Perché almeno in questo sono convinto di avere tutte le carte in regola per vincere.

Ci sono diversi tipi di inviati, ai Festival del cinema, quelli di lungo corso e i novellini, quelli molto organizzati e quelli improvvisati, ma c’è qualcosa che accomuna tutti: la necessità di rispettare la scaletta stilata dal proprio direttore o caporedattore. Se fallisci, sei un uomo morto – al meno dal punto di vista festivaliero.

Va da sé che le possibilità di riuscire a incastrare, in questo fuoco fila di proiezioni, incontri e red carpet obbligati, qualche titolo a piacere si riducono drasticamente mano a mano che si scende la scala gerarchica del colore dei badge – quindi le mie, da buon giallo, sono drasticamente vicine allo zero.

Ma venerdì, incredibilmente, mi si è presentata l’occasione per sedermi in sala da appassionato e godermi un film a mia scelta, “Vivarium’ di Lorcan Finnegan, con protagonista la bella Imogen Poots, in concorso alla Settimana della critica.

Arrivo in anticipo, trovo posto in prima fila. Tiro fuori lo smartphone pronto a immortalare la Poots, che dovrebbe entrare a momenti per presentare la pellicola, e non incorrere almeno nelle ire della nostra social media manager Federica Rizzo. Ma le luci si spengono.

Mi guardo intorno sorpreso. E sul grande schermo inizia un film, che non è “Vivarium”

Allora che dite, ho buone chance di vittoria come inviato più nerd e fantozziano del Festival di Cannes 2019?

 

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È nato in Sicilia, ma vive a Roma dal 1989. È un proprietario terriero e d’immobili. Dopo aver ottenuto la maturità classica nel 1995, ha gestito i beni e l’azienda agrumicola di famiglia fino al dicembre 2012. Nel Gennaio 2013 ha aperto il suo blog, che è stato letto da 15.000 persone e visitato da 92 paesi nei 5 continenti. “Essere Melvin” è il suo primo romanzo.

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