“La mappa delle piccole cose perfette”: un loop teen e romantico

Kathryn Newton e Kyle Allen protagonisti del film tratto dal racconto di Lev Grossman

Un film di Ian Samuels. Con Kathryn Newton, Josh Hamilton, Kyle Allen, Al Madrigal, Cleo Fraser. Commedia. USA 2021

Mark è un adolescente vivace e acuto, che accetta di buon grado di essere prigioniero di un loop temporale che lo costringe a rivivere in eterno la stessa giornata. La sua vita viene sconvolta quando incontra la misteriosa Margaret, prigioniera anche lei dello stesso loop. Mark e Margaret decidono di unire le forze, cercando di capire come fuggire da questo giorno che non finisce mai.

 

Arriviamo da un anno surreale, dove le giornate si sono ripetute uguali a loro stesse ancora e ancora, in un improbabile loop. E la speranza che ci ha mandati avanti è stata quella che, prima o dopo, il cerchio si sarebbe interrotto, che avremmo avuto un “domani” diverso dal triste “oggi”. Ma se così non fosse?

Basato sull’omonimo racconto di Lev Grossman, “La mappa delle piccole cose perfette”, disponibile su Prime Video da febbraio, utilizza l’escamotage del loop temporale, di una giornata che si ripete identica all’infinito, per esplorare la paura esistenziale degli adolescenti.

I protagonisti sono Margaret (Newton) e Mark (Allen), diciassettenni diversi dagli altri – “che vivono mentre tutti gli altri dormono”, riprendendo le parole di lui – in una noiosa e prevedibile cittadina di provincia.

Le anomalie temporali hanno affascinato registi e sceneggiatori da sempre, e gli esempi di film costruiti su questo tema non mancano – solo recentemente, “Prima di domani”, “Auguri per la tua morte”, “Palm Spings”. “La mappa delle piccole cose perfette” si inserisce nel filone senza apportare grosse novità.

Il film di Ian Samuels è un infuso di romanticismo e cultura pop, che mostra – o vorrebbe mostrare – come sia possibile migliorarsi e crescere come individui anche quando, intorno a noi, tutto resta uguale a se stesso.

Il principale limite della storia è la scelta della voce narrante: la maggior parte degli eventi viene infatti raccontata dal punto di vista di Mark, ma è decisamente Margaret il personaggio più stratificato e complesso, e con la storia più interessante tra i due.

Riflettendo sul futuro, sulla bellezza dei momenti quotidiani, sull’importanza dell’amore e sulla natura irreversibile del tempo (che non torna mai, una volta che si è vissuto, anche in una situazione come questa dove sembra tornare sempre!), “La mappa delle piccole cose perfette” risulta pieno di buone intenzioni ma non pienamente riuscito. Un’esperimento fantasy e teen che sarebbe potuto essere migliore.

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Campana doc, si laurea in scienze delle comunicazioni all'Università degli studi di Salerno. Internauta curiosa e disperata, appassionata di cinema e serie tv, pallavolista in pensione, si augura sempre di fare con passione ciò che ama e di amare fortemente ciò che fa.

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