“Morbius”: un grande Jared Leto in una origin story con evidenti difetti

Il vampiro di casa Marvel arriva al cinema ma la trama del film è davvero poca cosa

Un film di Daniel Espinosa. Con Jared Leto, Matt Smith, Adria Arjona, Jared Harris, Tyrese Gibson.
Azione, 108′. USA 2022

Michael Morbius è un ragazzo di origine greca che soffre di una rara e incurabile malattia del sangue. A curarlo è Nicholas, una figura paterna che nel proprio ospedale trova posto anche per altri nella sua stessa condizione come Milo. I due superano l’infanzia e, 25 anni dopo, continuano a collaborare. Trasferitisi a New York, Milo è un ricco giocatore d’azzardo che sovvenziona le ricerche di Michael, diventato un dottore a cui viene offerto persino il premio Nobel, che lui rifiuta perché non ha ancora trovato una cura. Ha però un progetto: usare il DNA dei pipistrelli vampiri…

 

Il vampiro della Marvel, Michael Morbius, uno dei personaggi più enigmatici di sempre, approda al cinema nel film omonimo diretto da Daniel Espinosa, ma non riscuote il successo sperato. I convincenti effetti speciali e il buon cast non bastano a colmare le lacune di una trama davvero debole. Ma vediamo nel dettaglio cosa va e cosa non va.

Affetto da una rara e pericolosa malattia del sangue, determinato a salvare chiunque sia destinato a subire la sua stessa sorte, il Dr. Morbius tenta una scommessa disperata. Mescola il suo sangue con quello di una specie particolare di pipistrello e si inietta il siero ottenuto. Una sperimentazione e una scommessa, quasi col diavolo, con la sua vita come posta in gioco.

Il rimedio, che inizialmente sembra essere un successo, si rivela ben presto potenzialmente più pericoloso della malattia stessa. Morbius viene risucchiato in un vortice di violenza e morte, a cui non sfuggono nemmeno le persone a lui più care, il suo migliore amico Milo (Reeves) e la collega Martine (Arjona).

Terzo film del cosiddetto Sony Spider-Verse, dopo “Venom” e il suo sequel, “Morbius” affronta tematiche universali come l’amicizia e l’amore, oltre la malattia, con tinte dark e horror – che per certi versi sembrano preparare il pubblico all’ingresso nel multiverso della follia del secondo Doctor Strange, anche se le due storie hanno poco a che vedere.

Nonostante le tinte dark, però, il film di Espinosa risulta quasi vecchio, sorpassato, si richiama troppo a storie come “Twilight” e gli snodi principali della trama non sono gestiti come dovrebbero. La colonna sonora perenne, poi, dà la spiacevole sensazione videoclip.

Resta comunque da sottolineare la bravura di Jared Leto, trasformato completamente in questo ruolo. Ha detto di lui il regista Espinosa: “Jared era l’unico attore che poteva interpretare il ruolo di Morbius. Non è stata una vera e propria scelta, si è trattato più di predestinazione”.

La predestinazione rimane la chiave di lettura del film, che pone comunque molte domande e può essere considerata una sorta di origin story del personaggio. Attendiamo con ansia i futuri sviluppi e vi raccomandiamo di restare seduti per le scene post-credit, ben due, molto importanti dopo i fatti di “Spider-Man: No Way Home”.

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Classe 1996, marchigiana d’origine, studia comunicazione a Roma e ha trovato il modo di coniugare la passione per il cinema e quella per la scrittura... Come? Scrivendo sul e per il cinema dal 2015. Ha all'attivo diverse esperienze sul set, con registi del calibro di Matteo Garrone, e sogna un giorno di veder realizzato il suo film.

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