“Papà, non mettermi in imbarazzo!”: una sitcom deludente e sbiadita

Jamie Fox non basta a salvare dal disastro la serie in otto episodi disponibile su Netflix

Una serie ideata da Bentley Kyle Evans. Con Jamie Fox, Kyla-Drew, Porscha Coleman, David Alan Grier, Jonathan Kite. Commedia. USA. 2021-in produzione

Brian Dixon è un imprenditore di successo che si ritrova a occuparsi a tempo pieno della figlia adolescente Sasha. Deciso a dare il massimo come genitore, Brian avrà bisogno dell’aiuto del padre e della sorella, mentre Sasha dovrà abituarsi a vivere in una nuova casa tanto caotica quanto piena d’amore.

 

Io appartengo alla generazione cresciuta a pane e sitcom, un format che ha saputo raccontare i cambiamenti della società con uno stile semplice, ironico e con le sue ambientazioni fisse.

In origine provviste di pubblico “in studio”, cartina al tornasole della bontà o meno dei dialoghi, si sono evolute nel corso del tempo e alla fine hanno dovuto soccombere, soppiantate da altre tipologie di show più in linea con i gusti del pubblico.

Immaginare una sitcom classica nel 2021 era una sfida quasi impossibile. Netflix ha voluto provarci, puntando sulla presenza di un “peso massimo” del calibro di Jamie Fox.

“Papà, non mettermi in imbarazzo!”, però, non supera la prova, dimostrandosi azzardato e anacronistico, sprovvisto di una solida sceneggiatura alla base e incapace di tenere insieme, come sarebbe stato nelle intenzioni degli ideatori, tradizione e innovazione.

Lo spettatore si ritrova davanti uno show deludente sul piano strutturale e noioso su quello narrativo, che manca il suo obiettivo primario: far ridere o quanto meno sorridere con empatia per le gaffe e gli errori commessi dai protagonisti.

Bryan (Fox) è un playboy incallito che deve mettere ordine nella sua vita per accogliere la figlia e dimostrarsi un genitore all’altezza. Ad aiutarlo, la sorella Chelsea (Coleman), la zia preferita di Sasha, e il padre Pops (Grier).

Gli elementi – lo scontro generazionale tra padre e figlia, il nonno alternativo, la zia eterna single – perché “Papà, non mettermi in imbarazzo!” fosse una serie pop e brillante, sulla carte c’erano tutti. Peccato che il passaggio dalle idee alla sceneggiatura sia desolante.

I dialoghi risultano inverosimili, forzati, ridondanti. Il tema, l’escamotage narrativo da cui prende il là ogni episodio, risulta fuori luogo, debole o peggio ancora fuori tempo massimo rispetto al periodo storico, nonostante il tentativo di buttare nel calderone anche l’attualità politica, la questione razziale o l’uso/abuso dei social.

Jamie Fox per primo, e con lui il resto del cast, cerca qualsiasi mezzo per creare una connessione emotiva con il pubblico, ma inutilmente. Qui tutto appare stonato, esagerato, realizzato senza un preciso quid creativo e registico.

Sitcom come “Willy il principe di Bel- Air”, “I Robinson”, “I Jefferson”, “Arnold” sono ancora oggi apprezzate, fosse solo in chiave nostalgica. Ma i gusti del pubblico sono cambiati, così come la stessa comicità.

“Papà, non mettermi in imbarazzo!” è un’operazione complessivamente deludente, che cerca di puntare sull’effetto Amarcord /nostalgia senza avere però i necessari requisiti attoriali, creativi e narrativi per proporsi come degna erede degli show del passato.

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È nato in Sicilia, ma vive a Roma dal 1989. È un proprietario terriero e d’immobili. Dopo aver ottenuto la maturità classica nel 1995, ha gestito i beni e l’azienda agrumicola di famiglia fino al dicembre 2012. Nel Gennaio 2013 ha aperto il suo blog, che è stato letto da 15.000 persone e visitato da 92 paesi nei 5 continenti. “Essere Melvin” è il suo primo romanzo.

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