I FANTASTICI 4 | Se la censura non ferma un film, ma fa la sua fortuna

Ogni settimana una selezione di pellicole a tema, tra film cult, volti noti e nomi da scoprire

La censura cinematografica, in Italia, non esiste più. Con un decreto firmato il 5 aprile, il Ministro della Cultura, Dario Franceschini, ha posto fine a un “sistema che consentiva ancora allo Stato di intervenire sulla libertà degli artisti” e ha istituito la Commissione per la classificazione delle opere cinematografiche.

Con la censura, in passato, hanno dovuto fare i conti artisti del calibro di Pier Paolo Pasolini, Bernardo Bertolucci, Alfred Hitchcock. La mostra virtuale permanente Cinecensura, promossa dalla Direzione Generale Cinema del ministero della Cultura, ripercorre la storia di questo fenomeno, attraverso 300 lungometraggi, 80 cinegiornali, 100 tra pubblicità e cortometraggi, 28 manifesti censurati e filmati di tagli.

Nel nostro appuntamento di oggi con la rubrica “I Fantastici 4”, dedicata al consiglio di pellicole a tema, abbiamo selezionato i quattro migliori film censurati di sempre. Che devono la loro popolarità anche alle traversie che hanno affrontato prima di poter arrivare in sala…

 

ULTIMO TANGO A PARIGI

di Bernardo Bertolucci. Con Marlon Brando, Maria Schneider, Maria Michi, Giovanna Galletti, Gitt Magrini Drammatico, 132′. Italia 1972

Parigi, anni ’70. Il quarantacinquenne Paul (Brando) e la ventenne Jeanne (Schneider) si incontrano in un appartamento vuoto e iniziano una relazione fatta principalmente di sesso. La pellicola che ha dato la notorietà a Berolucci suscitò scandalo alla sua uscita. La censura avviò un procedimento penale che sfociò nella condanna al rogo del film, decretata il 29 gennaio 1976, e a 4 mesi di detenzione per il regista (pena poi sospesa). “Ultimo tanto a Parigi” è stato riabilitato nel 1987 e oggi è considerato un classico del cinema erotico.

 

L’ESORCISTA

di William Friedkin. Con Ellen Burstyn, Max von Sydow, Linda Blair, Jason Miller, Lee J. Cobb, Kitty Winn. Horror, 121′. USA 1973

La dodicenne Regan, figlia della famosa attrice Chris MacNeil, viene posseduta dal demonio. Per esorcizzarla, la madre si rivolge a Padre Lankester Merrin, che già in passato si è occupato di “casi” come questo. Il film venne distribuito al cinema in tutto il mondo tra il 1973 e il 1974, ma in seguito a casi di convulsioni, svenimenti, terrore e vomito vennero introdotti divieti e restrizioni alla visione in molti Paesi (nel Nord America ne venne vietata la visione ai minori di 17 anni non accompagnati, in Italia “solo” ai minori di 14 anni).

 

NON APRITE QUELLA PORTA

di Tobe Hooper. Con Allen Danzinger, Marilyn Burns, William Vail, Jim Siedow. Horror, 87′. USA 1974

Cinque ragazzi texani finiscono nelle grinfie di una famiglia di assassini cannibali tra cui spicca Leatherface (maschera di pelle umana, grembiule da macellaio insanguinato e motosega alla mano), che diverrà uno dei più famosi serial killer del cinema dell’orrore. Per via delle molte scene violente e sanguinarie, il film fu messo al bando in molti Paesi (tra gli altri, Gran Bretagna, Irlanda, Germania Ovest, Australia), e numerosi cinema lo tolsero dalla programmazione a causa delle proteste. In Italia ne fu vietata la visione ai minori. 

 

SALÒ O LE 120 GIORNATE DI SODOMA

di Pier Paolo Pasolini. Con Caterina Boratto, Paolo Bonacelli, Giorgio Cataldi, Umberto Paolo Quintavalle, Elsa De Giorgi. Drammatico, 116’. Italia, Francia 1975

I quattro protagonisti dell’ultimo film di Pier Paolo Pasolini rappresentano ciascuno un emblema del potere della Repubblica Sociale Italiana. Rapiscono e segregano in una villa dei ragazzi e delle ragazze di famiglia antifascista, per quelle che saranno 120 giornate di dittatura sessuale, con torture, stupri, orge e uccisioni. Il film, presentato postumo tre settimane dopo l’uccisione del regista, scatenò proteste vigorose e lunghe persecuzioni giudiziarie. Il produttore Alberto Grimaldi subì processi per oscenità e corruzione di minori e nel 1976 fu decretato il sequestro della pellicola, che scomparve dagli schermi prima di essere rimessa in circolazione nel 1978.

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Nata a Napoli, a otto anni si trasferisce in provincia di Gorizia dove si diletta di teatro. Torna nella sua amata città agli inizi del nuovo millennio e qui si diploma in informatica e comincia a scrivere - pensieri, racconti, per poi arrivare al primo romanzo, "Anime". Nel frattempo ha cambiato di nuovo città e scenario, trasferendosi nelle Marche. Oggi conduce per RadioSelfie.it "Lo chiamavano cinema", un approfondimento settimanale sulla settima arte, e scrive articoli sullo stesso tema.

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