“The Nevers”: una serie caotica e sovrabbondante in salsa steampunk

Una premessa "alla X-Men" incontra scifi, fantasy e mistery nella Londra di fine Ottocento

Una serie ideata da Joss Whedon. Con Laura Donnelly,  Ann Skelly, Olivia Williams, James Norton, Tom Riley,  Pip Torrens, Amy Manson. Drammatico, scifi. USA. 2021-in produzione

Agosto 1896. La Londra vittoriana è sconvolta da un evento sovrannaturale che dona ad alcuni individui, per lo più donne, strane abilità, alcune eccezionali, altre allarmanti. Tutti gli appartenenti a questa nuova sottoclasse sono in pericolo. La protezione di questi “orfani” dotati ricade sulle spalle della misteriosa vedova Amalia True e della giovane e brillante inventrice Penance Adair. Per riuscire nel loro scopo, dovranno affrontare le forze malvagie che desiderano sterminare la loro specie.

 

Creata da Joss Whedon, lo showrunner di “Buffy” e “Angel”, tra le altre serie, e dei film “The Avengers” e “Avengers: Age of Ultron”, che però ha lasciato dopo i primi episodi, ufficialmente per il troppo stress dovuto al lavoro in pandemia, “The Nevers” porta impresso il marchio del suo ideatore in modo piuttosto chiaro.

Nella Londra del 1896 un evento inspiegabile porta alcune persone, specialmente donne e di ceto sociale basso, a sviluppare abilità fuori dal comune. Questi “Toccati”, emarginati e perseguitati dal governo, trovano rifugio in un orfanotrofio, protetti e guidati dalla vedova Amalia True (Donnelly) e dall’inventrice Penance Adair (Skelly).

Messa così la trama potrebbe ricordarvi gli X-Men, ma questo in realtà non è che il punto di partenza e la serie HBO lo supera rapidamente per creare una narrazione molto più complessa, che intreccia mistero, magia e thriller con fantascienza e fantasy, sullo sfondo di società segrete, chirurghi pazzi e lotte di classe vittoriane.

“The Nevers” introduce sin da subito così tanti personaggi – troppi, sinceramente, tanto da avere difficoltà a ricordare chi è chi – e storyline che è difficile capire quale direzione voglia prendere il racconto. Ci sono poi anche troppi “cattivi” – non solo il governo ma anche alcuni Toccati che seminano terrore in città – e questo finisce per aggiungere confusione alle confusione.

Per assurdo, nonostante il sovraffollamento di super-umani e la storia complessa, la magia nella serie scarseggia. E gli effetti speciali, che nelle intenzioni degli ideatori dovrebbero modernizzare l’estetica del prodotto, in realtà la sminuiscono.

Buona, invece, la ricostruzione del periodo storico, le ambientazioni e i costumi, con quel pizzico di Steampunk che non guasta. E il cast, brillante e sul pezzo – come non apprezzare Amy Manson, intensa ed emozionante, e la sua Maladie, antieroina che per certi versi ricorda il Joker dell’universo DC?

“The Nevers” può dare l’impressione di essere qualcosa di già visto, ma in realtà è sulla lunga distanza che mostra il suo meglio e le sue buone potenzialità. Dopo i primi sei episodi – e aspettando i restanti sei, che compongono la prima stagione, e che verosimilmente saranno trasmessi entro fine anno – il giudizio è sospeso. Vedremo come la HBO avrà deciso di sviluppare il progetto, senza Whedon.

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Campana doc, si laurea in scienze delle comunicazioni all'Università degli studi di Salerno. Internauta curiosa e disperata, appassionata di cinema e serie tv, pallavolista in pensione, si augura sempre di fare con passione ciò che ama e di amare fortemente ciò che fa.

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